RANE
CONFINE ZERO
12 LUGLIO 2026 – ORE 21.15
Debutto regionale
Che cosa significa, oggi, scendere nell’Ade? Forse non un viaggio ultraterreno, ma un passaggio dentro quei depositi irregolari della memoria dove passato e presente continuano a mescolarsi. È qui che incontriamo Dioniso: un dio spaesato, quasi un impiegato della nostalgia, impegnato a rimettere ordine tra frammenti di modelli culturali che resistono, pur non sapendo più come guidarci.
Gran parte del testo aristofanesco è occupata dallo scontro tra Eschilo e Euripide, i due “estremi” della drammaturgia – il primo classico dei classici, il secondo padre del moderno conflitto psicologico. Detto scontro ci permette di analizzare quello che sono e sono stati i “modelli” da seguire e riflettere sulla necessità da parte della cultura di mettere alla prova le “conquiste” di quei maestri con la realtà di oggi. La scena si trasforma in una piccola “archeologia delle idee”, dove l’“operazione nostalgia” sembra essere diventata una bussola emotiva più che una moda. Il lavoro di adattamento mira allora a riportare Aristofane nel presente senza tradirne la vitalità, trasformando Le Rane in una commedia all’italiana, ironica e piena di umanità, dove i vizi e le virtù nostrane si riflettono nelle maschere antiche. Il pubblico è chiamato a partecipare allo scavo: scegliere quali memorie riportare in superficie, quale voce riascoltare. Non per trovare risposte definitive, ma per rimettere in circolo domande che ancora ci abitano.
